Nella settima giornata di campionato si affrontano la Posm e il Sedriano; gli spalti della palestra della scuola elementare sono gremiti in ogni ordine di posto e, visti i tafferugli scoppiati al termine del recente incontro di Volley Cup, a bordo campo sono presenti una decina di poliziotti in assetto antisommossa.
Nel primo set le due squadre rimangono sempre vicine nel punteggio, una costante che caratterizzerà tutta la partita; le posmine commettono troppi errori (addirittura otto battute sbagliate) e, dopo aver annullato un set point sul 23-24, cedono il set con il punteggio di 26-24.
Per gli amanti delle statistiche, questa è la sesta partita consecutiva in cui le posmine perdono il primo set: un dato che lascia spazio a molte riflessioni.
Il secondo set vede un inizio equilibrato poi, sul 16-17, la Posm allunga grazie a 6 punti consecutivi e chiude il set sul 25-21.
Nel terzo set prosegue la battaglia punto su punto, in un'altalena di emozioni e tensioni; purtroppo sul 21-22 le posmine perdono Giada Marcolungo a causa di un infortunio. Il Sedriano si porta sul 24-22 ma la Posm non molla e, con tanto cuore e una grandissima determinazione, ribalta la situazione e si aggiudica il set con il punteggio di 28-26, scatenando un grande tripudio tra i tifosi presenti sugli spalti.
Il quarto set rimane sul filo dell'equilibrio fino a quando il Sedriano, sul 15-17, ottiene 5 punti consecutivi e mantiene il vantaggio chiudendo il set sul 25-21.
Nel quinto set il Sedriano realizza i primi tre punti ma la Posm si riporta sul 3-3; le squadre rimangono vicine nel punteggio e, sul 10-12, mister Ligorio chiama un time out che si rivelerà decisivo per le sorti del match; infatti da quel momento le posmine non concedono più nulla alle avversarie e, grazie a cinque punti di fila, chiudono la partita sul 15-12 scatenando una incontenibile gioia tra i propri tifosi.
Al termine della gara, mister Ligorio ha deciso di non partecipare alla conferenza stampa post-partita per lasciare spazio alle proprie ragazze, acclamate dai tifosi posmini al grido di “Vi vogliamo così!”.
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