Se l'ultima domenica di novembre si presenta molto gelida, può essere un'idea quella di riscaldarla con una bella gara di volley. Ma in quel di Parabiago il clima ha rischiato di diventare fin troppo incandescente. Complice sicuramente un arbitraggio assai discutibile a cui però ha fatto eco un'eccessiva partecipazione emotiva del pubblico al seguito delle posmine. Succede così che un'occasione di sport e divertimento finisce col trasformarsi in una guerra di nervi, con tanto di reclamo ufficiale avanzato dalla POSM nel secondo set nei confronti della Direzione di Gara. Ma veniamo alla gara vera, quella giocata sul campo. La partita entra subito nel vivo e nonostante la nostra evidente giornata di grazia le avversarie, complici le suddette “sviste” arbitrali, riescono sempre a portarsi in vantaggio e quando va al servizio la nostra mitica Marta-Riccia riusciamo a recuperare terreno fino a concludere il set sotto di soli tre punti (25-22). Il secondo set viene combattuto punto-punto e fra i molti fermenti a bordo campo le due squadre si trovano a punteggio pari (17-17) ma poi le nostre allungano portandosi a un punto dalla conquista del set (24- 22). Le avversarie però ci stanno sotto e ci raggiungono fra una incredibile esultanza del loro pubblico sul 24 pari, ma ancora e infine ha la meglio la determinazione delle nostre che ci porta a vincere meritatamente il secondo set. Fra un pubblico molto accalorato ed un arbitro ormai nel pallone inizia così il terzo set. Le ragazze “orfane” oggi di coach De Stefano, ma guidate da una sempre generosissima e saggia Giada Marcolungo e da coach “Sazza” (sceso dalla prima squadra a guidare le nostre piccoline: a proposito, grazie “Sa” per la tua presenza e per aver almeno tu mantenuto la calma!) rimangono fredde, continuano a ragionare e gli errori, soprattutto al servizio, sono minimi.
Vincente e importante la serie di servizi di Giorgia Radice che mette così una pezza a qualche errore di troppo commesso in precedenza; con lei allunghiamo il vantaggio da 12-14 a 12-21; il resto é pura formalità e il set si conclude 18-25. Le posmine affrontano il quarto set senza paure e dopo qualche punto di troppo regalato alle avversarie prendono finalmente coscienza delle loro capacità e concludono set (18.28) e partita con uno splendido 3-1.
Un elogio a tutte per la capacità di lottare e per essere state capaci di isolarsi da un clima che si era fatto da stadio. Alla prossima... ma obbligatoriamente tutti con più calma!
9 commenti:
PENSO CHE COACH DE STEFANO NON MANGERA' IL PANETTONE A NATALE!
Si perché a lui piace molto il tacchino... Non fate troppo caso a Simo: quando non gli riesce di provocare l'arbitro allora ci prova con qualche collega PERCHE' LUI E' FATTO COSI'. Se coach De-Ste non mangerà il panettone è perché sarà troppo preso coi ruttini della sua piccolina e questo tutti noi ce lo auguriamo per lui.
COACH DESTE non si tocca!!! Se in panchina non c'e' lui che fa il cinema, avete visto domenica quello dei genitori?
Non pensavo di essere un provocatore di arbitri
nessuno ha mai parlato di provocatori di arbitri. Domenica tutti hanno messo del proprio e diaciamo la verità l'arbitro se l'é proprio cercata.
Ma tu che anonimo sei? Sei il provocatore o il mangiatore di tacchini?
Nessuno pensa che tu sia un VERO provocatore di arbitri. E' che a volte, sottilmente (come con coach DeSte), ti piace e ti diverti a provarci... Di di no!
Molti hanni fa, in un occasione che non ha nulla a che vedere con la pallavolo, mi sono fatto una promessa, dire sempre come la pensavo e non mentire mai a me stesso e agli altri e a sostenere sempre le mie ragioni.
Stiamo tutti cercando di insegnare la pallavolo alle nostre atlete, facendo in modo che un domani chi avrà voglia e ambizione di continuare ad alti livelli abbia le basi per farlo, ovunque vada.
Oltre alla tecnica però dobbiamo formarle per affrotare la vita di tutti i giorni, adesso per la scuola e un domani per il lavoro e la loro famiglia, devono sapere che ci sono delle regole a cui per prime loro devono ripettare, ma bisogna anche fargli capire che si devono battere perche tutti le rispettino.
Il modo con cui domenica per primo ho cercato di farlo è stato sbagliato e di questo me ne scuso con tutti, ma il mio carattere è fatto così chi mi conosce lo sà, sono sempre pacato fino ad un certo punto, poi sbotto e non riesco più a trattenermi.
Ma se il metodo è stato scorretto il principio è stato e rimmarrà sempre giusto. In gara e nella vita si deve essere vincenti solo per le proprie capacità e non per l'aiuto di altri.
A breve intendo riunire tutti i dirigenti e chiunque ne voglia far perte per iniziare un nuovo progetto teso a finalizzare le comunicazioni tra il dirigente e la squadra e tra gli stessi dirigenti, progetto che si chiamerà "Parlavolo" nell'intento di educare sempre più le nostre atlete e tutti noi.
Francamente non mi ricordo di aver mai messo in difficoltà un arbitro! Anzi l'ho sempre supportato nelle decisioni ed appoggiato!
Questo susseguirsi di interventi dimostra una volta di più quanto sia delicata in un blog (o in una mail) la gestione del testo che da solo non potrà mai riprodurre fedelmente un'emozione, con alto rischio quindi che le intenzioni di chi scrive vengano completamente travisate da chi è chiamato in causa. Le faccine sorridenti le hanno inventate apposta e forse qua se ne sente la mancanza.
Simbolicamente ne voglio regalare una a Simo, certo del fatto che se questa fosse stata disponibile lui stesso l'avrebbe immediatamente utilizzata nel suo primo intervento e così sarebbe stato chiaro a tutti che la sua era solo una semplice e simpatica provocazione... E in egual misura io gli rispondevo. Ultimo intervento del primo anonimo intervenuto. Ciao!
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