sabato 5 dicembre 2009

PARLAVOLO

Non sono un tecnico e non ho mai fatto sport in modo serio in vita mia, ritengo di essere un buon organizzatore e questo è il compito che ho svolto, spero al meglio, fino ad ora in polisportiva ma con il passare del tempo l’organizzazione si strutturava e il miei stimoli diminuivano, mi sono più volte chiesto cosa potevo ancora fare per tutti, fino a quando l’anno scorso ho seguito i corsi per dirigenti del Coni e durante i master finali ho capito che non avevo fatto ancora niente rispetto a quello che potevo fare.
Mi hanno fatto scoprire la PNL, programmazione neuro linguistica, e mi si è aperto un mondo nuovo, ho capito il potenziale enorme che può avere nella vita e soprattutto nello sport e questo è quello che intendo fare con la parlavolo iniziando oggi a dire cos’è.
La programmazione neuro linguistica nacque nei primi anni settanta dalla collaborazione tra John Grinder, professore di linguistica della Nuova Università della California a Santa Cruz e Richard Bandler, studente di matematica della stessa università iniziando ad analizzare il comportamento e il linguaggio delle persone al fine di individuarne e quindi modellarne i meccanismi efficaci.
Programmazione: ognuno di noi ha comportamenti diversi che si fondano sulla percezione e sull’esperienza individuali. C’è una gamma predefinita di comportamenti che funzionano come programmi o schemi in modo inconsapevole e automatico, ma che possono essere riconosciuti e rielaborati.
Neuro: ogni comportamento umano è fatto di processi neurologici. Il sistema nervoso riceve stimoli dagli organi di senso e li rielabora come percezioni e rappresentazioni.
Linguistica: i processi mentali umani sono codificati, organizzati, trasformati e comunicati attraverso il linguaggio. Le parole sono ponti che collegano le rappresentazioni interne del mondo con quel che accade nell’esperienza. il linguaggio è l’espressione individuale della nostra percezione del mondo che ci circonda.
La PNL nello sport: è molto efficace per lo studio e l’ottimizzazione della comunicazione e per la relazione fra dirigenti, allenatori e atleti. Questi aspetti, un tempo poco studiati, si rivelano importantissimi da una parte per migliorare le prestazioni agonistiche, ma anche e soprattutto per permettere a tutte le persone coinvolte nel mondo dello sport di vivere questa straordinaria esperienza in modo sereno e con possibilità maggiori di crescita della persona sia soggettivamente che nella relazione con gli altri.
Un ringraziamento particolare a Dario Benatti l’amico docente che mi ha insegnato tutto quello che so sulla PNL; è dai suoi corsi e manuali che prendono spunto queste mie parole.
Alla prossima parlavolo

Tuttoman

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