martedì 15 novembre 2011
5° GIORNATA UNDER 16: MYVOLLEY vs VOLLEY LUCERNATE 3-1
Partita bastarda.
Incontriamo la cenerentola del girone e dobbiamo medicare le ferite di settimana scorsa, si potrebbe ripetere il copione dei primi incontri, eccessivamente facili e decisamente inutili, a meno di non voler provare ad affrontare un avversario diverso dal solito.
E’ indubbiamente facile l’approccio con squadre come il Lucernate.
Buone serie di battute, a scavare subito un solco incolmabile, attenzione a non far cadere la palla ed attaccare senza forzare.
3-0 ed a casa con la soddisfazione di aver buttato via un’altra giornata.
Si può pensare invece di affrontare un altro avversario rispetto a quello proposto dal calendario, un avversario più difficile da gestire e che, ironia della sorte ha la nostra stessa identica divisa.
Così le Formichine hanno la possibilità di confrontarsi con se stesse.
C’è chi deve dimostrare che la panchina le va stretta, altre hanno la possibilità di provare nuovi ruoli in campo e quindi crescere ancor di più dal punto di vista tecnico-tattico , chi ancora deve imparare a fare il leader in campo.
E’ più facile paradossalmente incontrare la prima in classifica che non venire a capo delle proprie insicurezze. Là non hai nulla da perdere, hai delle attenuanti, tutto quello che porti a casa è sudato e guadagnato, ti gratifica. Là non ti chiamano in causa, te ne stai tranquillo in panchina a tifare per le tue compagne, non ti tremano le mani perché sai che difficilmente scenderai in campo.
Oggi no, oggi devi dimostrare quanto vali, non puoi accampare scuse, che tu sia titolare o riserva devi gestire al meglio le situazioni di gioco in cui sei chiamato in causa.
Sei tu a dover ricevere, a dover difendere, ad alzare palloni giocabili, ad attaccare e portare punti alla squadra. Sei parte di una squadra, è vero, ma sei solo nel momento in cui devi giocare la tua palla e non puoi sbagliare, in cui devi compiere il tuo gesto atletico e non puoi chiedere aiuto a chi ti sta vicino. E, per contro, il tuo eventuale errore si ripercuoterà sulla prestazione di tutte.
Quindi una partita da affrontare con una concentrazione maggiore, non puoi più nasconderti dietro falsi alibi, non puoi sperare di starne fuori. Simone ti ha dato un compito da svolgere, ti sei allenata durante la settimana proprio per questo, ora è giunto il momento di giocare, di dimostrare che sei in grado di lottare per quel posto in campo, come dovranno farlo tutte le altre.
Partita bastarda, dicevo, ma non per il risultato, perché a cosa serve non cedere neppure un set se poi non cambia nulla nella mentalità con cui affronti le partite. Non vogliamo aver la meglio su squadre materasso per poi doverci leccare le ferite tutte le volte che incappiamo in squadre come il Quinto o l’Arci!
No, partita bastarda perché ha dimostrato che dobbiamo ancora lavorare parecchio se vogliamo diventare una compagine forte e sicura del proprio valore, partita bastarda perché ci ha messo a nudo nelle nostre debolezze ma ci ha anche consolidato in quelli che sono i nostri punti di forza, anche se non sempre siamo riusciti a farli emergere.
Partita bastarda perché certe crisi aiutano a crescere, se abbiamo l’intelligenza di imparare dai nostri errori e non cerchiamo comode scuse per assolverci ad ogni costo.
L.G.
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6 commenti:
Il modo migliore per imparare e' fare. Fare per mettere in pratica il lavoro della settimana in palestra. Fare con continuita' per costruirsi un'esperienza di gioco. Guardare le proprie compagne fare, o fare "una tantum" in attesa delle squadre materasso serve veramente a poco. Anzi, a nulla.
Dall'organico dell'U16 ne escono comodamente 2 squadre (eventualvente si inseriscono le piu' brave dell'U12). Allenamenti in comune, campionati differenti. Senza stare a girarci tanto intorno, una avra' un organico piu' forte, l'altra meno forte.
La prima avra' la possibilita' di potersi giocare la testa della classifica (e scusate se e' poco) con piu' serenita', acquisendo la consapevolezza del proprio valore tecnico e giocandosi, senza complessi di inferiorita', le partite che contano contro avversari degli di questo nome.
Per le seconde non significa relegarle in un contesto di serie B quanto offrire loro un'opportunita' per crescere piu' velocemente che non fare le panchinare delle proprie compagne. Perche' solo sbattendo il muso sul problema, si impara a risolverlo, senza l'aiuto di altri.
Fare un mischione in nome del "volemosi bene", lasciatemi dire, e' da cerchiobbotai. Il risultato sara' demoralizzare le prime e deprimere le seconde. Il risultato e' lo spaccamento del gruppo in due.
Finalmente qualcuno ci é arrivato e ha avuto il coraggio di scriverlo.
Purtroppo non é sempre possibile attuare questo progetto per mancanza di spazi e risorse.
Per costruire un settore giovanile di qualita' ci vuole tempo, ma soprattutto chiare linee guide tecniche e sportive che valorizzino i talenti e diano il giusto spazio a tutti per esprimersi. Il talento va premiato, o andra' perso.
Gettate queste basi, tutto il resto sono problemi a cui si trovera' una soluzione.
Cari amici, grazie per la vostra attenzione e per i vostri suggerimenti. Se volete possiamo approfondire la questione e parlare dei progetti tecnici e societari, nonchè dei programmi per attuarli in qualunque momento. Non solo per l'under 16, ma anche per il resto delle squadre. Contattatemi.
Condivido la speranza di Simone di riuscire a parlare e ad approfondire le varie questioni, anche se dai commenti non penso sia possibile anche perché non essendosi firmati non credo siano pronti al confronto, mi sembrano i pettegolezzi appena fuori il cancello della scuola-palestra.
premetto che non conosco la vostra società e non ho titolo per criticare allenatori o dirigenti e soprattutto non so nemmeno se chi ha scritto l'articolo è l'allenatore, mi vien da dire che nessuno di chi ha commentato prima di me si sia "firmato", quindi l'ultimo intervento di AnnaM aggiunge solo un livello di sterile polemica; peccato perchè la proposta di Simone76 sembra invece dire "sediamoci a parlare"
Detto questo, cercando in rete, articoli per volley U16 mi sono imbattuto in questo articolo che mi vien da dire "preoccupante"
"...oggi devi dimostrare quanto vali, non puoi accampare scuse..."
il senso poi che una riserva, ancorchè scarsa, sia da "sola" senza aiuti delle compagne mentre esegue un gesto e soprattutto "non puoi più nasconderti dietro falsi alibi" mi mette tristezza.
Alleno un grupppo di ragazze fin troppo numeroso e credo sia evidente anche ai miei genitori che tra le migliori 6/8 e le altre ci siano dei gradi di capacità diciamo distanti. Se le più deboli o scarse possono giocare solo contro le cenerentole del girone e in quel momento devono dare il massimo e dimostrare di essere quello che non sono (le 6/8 migliori), le stiamo caricando solo di ulteriori responsabilità e difficoltà.
Se dicessi (o scrivessi a posteriori) una cosa simile a questo articolo per cui una riserva non si sentisse partecipe e aiutata dalle compagne che spirito di squadra allenerei? Quando eseguono un bagher non hanno magari il tempo di vedere che le compagne sono a fianco loro ma sicuramente dirle che non ha aiuti nè alibi, quando ha già dei limiti tecnici, che aiuto porta? a cosa giova?
Dove possibile (numericamente, per spazi palestra, per tempo) si faccia un campionato parallelo di difficoltà inferiore in cui possano giocare tantissimo e vincere almeno l'impatto emotivo.
Questo non modificherà le loro capacità "tecniche" che devono essere ovviamente migliorate a cura dell'allenatore ma NON in partita dove ci sono altre componenti aggiuntive.
Io ho optato per 2 campionati e quello più leggero/facile lo stanno giocando le riserve delle riserve, le impresentabili; dopo 5 giornate in cui hanno dato ovviamente il peggio del peggio, adesso cominciano a "giocare" a pallavolo e una di queste ho potuto portarla nel campionato superiore senza caricarla di responsabilità inutili.
Mi spiace sentire frasi tipo "non hanno più alibi" ma non conoscendo squadra e società, spero sia una cosa che abbia motivi lontani, con qualche genitore che non vede le difficoltà tecniche della figlia e spinge perchè sia titolare, non so
scusate l'intromissione, Manu
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