UNDER 16 ROSSA - ARCI VOLLEY ABBIATEGRASSO 1-3
E’ tremendamente difficile commentare la partita di domenica.
Vi confesso che, se sarà questa quella definitiva! ho scritto più versioni di questo articolo; troppe idee si affollavano nella testa, troppe parole volevano esser dette. Come acqua che debba uscire da un piccolo tubo e per questo finisce col gocciolare a stento, ostruendo con la sua massa il foro d’uscita così tutti i miei pensieri faticavano a trasferirsi sulla tastiera.
Alla fine ho shakerato la testa ed il flusso è risultato più fluido e continuo.
Non voglio parlare della prestazione, troppo confusa e contraddittoria per poter essere analizzata, soprattutto da un neofita della pallavolo quale mi reputo.
Voglio quindi buttarvi lì alcune riflessioni o provocazioni, sperando in qualche commento di rimando.
Possibile che le nostre Formichine abbiano questa duplice personalità, alla Dr Jekill- Mr. Hyde, così da disputare più partite in una stessa occasione? Squadra –materasso, rullo-compressore. Ci può stare l’immaturità adolescenziale, ma forse bisogna cercare altrove la causa di simili passaggi a vuoto, e possibilmente lavorare perché non accadano con tale frequenza.
Verrebbe il dubbio che le si stia sopravvalutando o peggio ancora gravando di responsabilità troppo pesanti per le loro spalle. Ma visto che stiamo parlando di campionati di volley under 16, e viste le atlete che ci troviamo ad affrontare il più delle volte, mi sento di dire che è ancora un bellissimo gioco quello che praticano e quindi richiederebbe un approccio un po’ più scanzonato ed allegro, senza per questo lasciare da parte l’impegno e la sana voglia di vincere.
Le nostre Formichine sono brave tecnicamente, sono forti per la loro età, ce lo confessano tutti, anche quelli che ci hanno appena sconfitto, ed allora perché dobbiamo uscire troppo spesso con la coda tra le gambe da gare che potevamo portare a casa con un pizzico di convinzione o di forza in più.
Non può essere che ci manchi qualcosa sotto il profilo atletico rispetto alle avversarie? Dobbiamo lavorare maggiormente sotto questo aspetto? E’ vero che non si può esaltare troppo la preparazione atletica a scapito di tecnica ed organizzazione del gioco, ma chiunque abbia praticato sport, anche a livelli modestissimi, sa bene quanto possa essere frustrante non riuscire a concretizzare le idee di gioco perché non supportate dal fisico o scoprire sul campo che l’avversario arriva sempre in anticipo e salta più in alto di te.
Può darsi infine che le nostre Formichine abbiano solo bisogno di una tranquillità maggiore dal punto di vista umano, non siano obbligate tutti gli anni a dover affrontare cambiamenti di gestione che alla loro età possono risultare critici da digerire.
Da ultimo ,un accenno ai Fedelissimi che hanno abbandonato per due set le loro beniamine allo sbando. Non ce ne vogliate, quando vi vediamo preda del vostro demone è tale il nostro dispiacere che non riusciamo più a sostenervi come dovremmo. Impareremo anche noi ad essere più bravi ed a non soffrire come cani bastonati e muti.
L.G.
2 commenti:
é vero carissimi dobbiamo essere noi i primi a reagire ai black-out delle fomichine ed incitarle nei momenti più bui. Spesso il 7° giocatore in campo (il tifo)riesce a far miracoli magari minando la fiducia delle avversarie. Lo so é facile animarsi quando le cose vanno bene e si vince ma a mio avviso occorre essere compatti nel far sentire tutta l'ammirazione alle nostre beniamine anche nei momenti difficili cosicché prendano coraggio e tornino a lottare punto a punto. Domenica gli ultimi due set sono stati combattuti e giocati non importa se alla fine abbiamo ceduto l'ultimo set (complice l'arbitro che aveva fretta di andare all'appuntamento con la bella) ma sono stati tirati fuori gli "attributi" così come Fra ha chiesto. E questo a me é piaciuto. Brave ragazze. GRINTA ci vuole grinta. Non é ancora detta l'ultima. Facciamo vedere chi siamo.
Mi sono sempre chiesto perchè alcune giovanili di buon livello giochino meglio delle loro avversarie (e al bel gioco si accompagnano le belle vittorie). Il motivo è semplice, senza bisogno di scomodare la psicologia o quant'altro: la loro tecnica è stabile, la loro risposta motoria è coerente allo stimolo e opportuna nei tempi.
Per non correre il rischio di essere tutto e il contrario di tutto è necessario che i fondamentali vengano appresi senza lacune, perchè queste, soprattutto nei momenti di maggiore stress agonistico, affioreranno.
Una volta il mio insegnante, durante l'orale del corso di II grado, mi disse: "la conoscenza genera sicurezza".
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